Giovani odontoiatri e informatizzazione dello studio: Il migliore gestionale per l'odontoiatra

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Dalla nascita del primo Dent-One nel 1996 le prestazioni dentali sono suddivise in fasi. Se non ricordo male già il Prodent di Sandro Montecchiani (da quale non nascondo di essermi ispirato) aveva le prestazioni suddivise in fasi.
Cosa sono le fasi di una prestazione?
Alcune prestazioni complesse come la devitalizzazione, l’otturazione, le protesi fisse ecc. possono non essere completate in una sola seduta, addirittura possono essere eseguite, negli studi con collaboratori, da persone differenti.
L’esempio classico è quello del paziente che viene in urgenza col mal di denti ed al quale per mancanza di tempo apriamo la camera pulpare, asportiamo il nervo e rimandiamo l’alesaggio e la chiusura dei canali ad un altro momento e forse anche ad un altro operatore (vedi esempio).

Il nostro gestionale deve essere in grado di dirci fino a che punto siamo arrivati, chi ha fatto la prima fase di lavoro, chi lo completerà ed anche economicamente quanto vale il lavoro svolto fase per fase ed a chi deve essere dato il compenso di ogni singola fase.
Questa suddivisione è importante anche in caso di interruzione di cure.
Nella seconda immagine vedete come i compensi del collaboratore (retribuzione operatore) siano dipendenti dalla percentuale concordata nel contratto di collaborazione.

Nella progettazione di Dento (ma già di Dent-One) avevo guardato oltre le problematiche dello studio mono professionale, creando una architettura di programma compatibile con strutture odontoiatriche complesse.
In uno studio nel quale operano collaboratori, sarà sufficiente creare un report per un determinato periodo di un operatore per avere l’esatto importo da liquidare al collega. Una routine spunta come pagate tutte le prestazioni di quel periodo evitando che possano di nuovo essere oggetto di una ricerca.

Il fatto incredibile è che questa architettura, ancora oggi, dopo quasi 17 anni dal primo Dent-One non è adottata da alcuni gestionali commerciali dal costo di alcune migliaia di euro!
Ho tenuto a questa precisazione per porre l’accento su di un aspetto importante di un gestionale dentale che deve essere vagliato tra le prime cose nell’acquisto di un programma.
Non comprate gestionali che non consentano la suddivisione di prestazioni in fasi.

5 commenti

  1. managementodontoiatria.com

    Ben fatti e chiari, bravo

  2. Germano Usoni

    Gazie Paolo sempre gentile, un abbraccio Germano

  3. Paolo Gerardo

    Germano ciao.
    A questo proposito bisogna anche valutare che in alcuni gestionali è si possibile suddividere le prestazioni in fasi, ma poi nell’esecuzione non vengono calcolate per operatore se non nell’insieme; quindi…

    Mentre ci sono volevo chiederti:
    nella stampa delle prescrizioni farmaci e radiografie, vengono intestate con l’indirizzo della mia residenza e non dello studio;
    ho registrato l’indirizzo della mia residenza sulla mia anagrafica nei contatti collaboratori (pensavo al DPS che richiede i dati di tutti gli operatori, più quelli del responsabile del trattamento degli stessi), mentre quelli dello studio nella scheda di registrazione dello studio.
    Ho notato anche che non è possibile impostare la stampa delle prescrizioni in formato A5 (se lo faccio dalle impostazioni della stampante il documento viene tagliato, senza intestazione e bordi ds e sn.)

    Ciao Paolo

  4. Germano Usoni

    Scegli tu che dati inserire in anagrafica collaboratori, al limite puoi anche farne due tue con dati diversi, compariranno entrambe nella lista a tendina.
    Non ho stampanti per il formato A5, per questo non ho impostato i formati, tra l’altro in FileMaker basterebbe dire al programma di mettere lo zoom al 50% per avere il formato A5.
    Tu hai una stampante dedicata A5, cosa c’è sul mercato?

    Ciao Germano

  5. Paolo Gerardo

    Avevo visto che modificando la mia anagrafica tutto si risolveva.
    A proposito del DPS, mi risulta che non dobbiamo più presentarlo anche se rimangono intatte tutte le norme da osservare per il trattamento dei dati.
    Per quanto concerne la stampante in studio abbiamo una Xerox ColorQube 8850 DN; stampa a sublimazione d’inchiostro a cera; ho saputo che ha dei costi di stampa inferiori ad una laser a colori, con una qualità anche fotografica.
    Un po’ rumorosa, deve essere sempre tenuta sotto tensione perché riavviandosi deve ogni volta riscaldare il colore sprecandone molto e stampando sempre pagine di settaggio iniziale, quindi consuma meno lasciata accesa. Ha una modalità di risparmio energetico che inseriamo a fine giornata e disattiviamo la mattina.
    Ci sono due cassetti per la carta uno che uso in formato A4 (informative, consensi, raccolta dati ecc,) ed uno in A5 (prescrizioni).

    Buona notte

    Paolo

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