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Analisi di risparmio usando l’impronta digitale

Facciamo due veloci calcoli sul risparmio che si può ottenere facendo l’impronta digitale di un impianto singolo, scelgo questo tipo di prestazione perché ritengo sia quella dove il vantaggio digitale sia più evidente.
La prima banale considerazione è il risparmio del materiale d’impronta, naturalmente darò valori medi, sicuramente non precisi, dipendenti dalla marca del materiale, dagli sconti e dalla tecnica d’impronta ma, quel che conta, è il ragionamento. Usando Impregum con il Pentamix, stimando prezzi Krugg e valutando in 10 (per comodità) le impronte ottenibili da una confezione abbiamo un risparmio di 12 euro e di circa 1 euro per l’alginato. Non dimentichiamo la consegna del lavoro con il Pony, i porta impronte che non tornano e che comunque tornano sporchi, il materiale che scade o che dobbiamo ricordare di acquistare.
La seconda considerazione è il risparmio di tempo, non tengo mai tempi troppo corti in studio, per il mio carattere e per differenziarmi dai supermercati dentali, il tempo che dedico all’impronta è ora di 30 minuti (contro i 60 precedenti) e di 30 per il fissaggio in bocca (contro i 60 precedenti. Sono tempi che reputo abbondanti e variabili da operatore a operatore, resta il fatto che si dimezzano. Si riducono i rifacimenti di impronta e si quasi azzerano i ritocchi alla consegna del lavoro. I costi fissi nel mio studio sono di 94 euro ora!
Terza considerazione i costi di laboratorio, Sviluppo modelli con sistema Giroform, moncone sfilabile, sviluppo antagonista sono 25 euro che non ci sono più. La precisione che si ottiene con il digitale è spettacolare!
Il risparmio stimato è perciò di 13 (impronta) più 94 (tempo) più 25 (laboratorio) per un totale di 132 euro per singolo dente, adattate i valori alle vostre realtà e traete le giuste considerazioni.
Ultima considerazione, mi riferisco a Straumann unica marca che uso in studio, se invece che usare la metodica cementata passiamo a quella avvitata (più comoda, più rispettosa per le mucose, vista la mancanza di cemento, ugualmente estetica se si trasforma il foro della vite in una bella otturazione) risparmiamo altri 150 euro che possiamo giocarci in prezzo più basso a parità di utile o in utile maggiore.
Certo nel conto non dobbiamo dimenticare il costo dello scanner……… quante impronte dovremo fare per ammortizzarlo?

Germano Usoni

2 commenti

  1. Alessandro Del Re

    ottimo ragionamento! avevo letto anche un articolo di Gabriele Vassura a riguardo, magari prima o poi ci arriverò anche io al passaggio del digitale in studio! e poi vogliamo mettere la comodità di inviare i file .stl al laboratorio e magari avere subito il riscontro del tecnico se servisse riprendere l’impronta? anche il ritorno di immagine è sicuramente un’atro degli aspetti da non sottovalutare…ho pazienti che preferirebbero farsi aprire un dente senza anestesia piuttosto che un’impronta del mascellare superiore 😀

    • Germano Usoni

      protossido e pigli impronte a tutti i vomitoni che vuoi……
      Da scanner capisci già se l’impronta è ok, ma non sono tutte rose e fiori, le corone in ceramica riflettono in modo diverso, nei pazienti anziani gli spazi interdentali creano problemi…..ecc. ecc.
      Io ho iTero, è uscito il modello nuovo, per fortuna perchè il mio rispetto a 3shape è lento.
      Germano

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