Giovani odontoiatri e informatizzazione dello studio: Il migliore gestionale per l'odontoiatra

Autore: Germano Usoni (Pagina 56 di 69)

Sfogo ortodontico

In questa società frenetica, dove si entra la mattina senza denti e si esce con le protesi fisse la sera, l’ortodontista si sente spesso stressato dai genitori che pensano che la tecnologia possa sopperire a lunghi trattamenti. Mia figlia Caterina ha appena finito le elementari e in questi anni spesso mi sono morso la lingua per non commentare l’operato di colleghi che, con ansia da prestazione, montavano attacchi su bimbi ben lontani dagli otto anni, incuranti di dove sarebbero finiti gli apici radicolari (aperti) di quei poveri dentini; in una contrapposizione tra fast tooth e slow tooth dove il buon senso e l’esperienza si frantumano davanti alla paura del giudizio dei genitori che, soprattutto se di famiglia agiata, frequentano solo gli studi di grido nei quali però il “professore” è sempre in qualche conferenza e sostituito dagli studenti, ho nascosto agli altri genitori quale fosse la mia professione per non dover dare pareri.

Purtroppo la cosa si ripete quotidianamente negli studi dove collaboro o nel mio; pazienti coscienziosamente seguiti per mesi oltre il tempo dovuto, si lamentano della lunghezza del trattamento non capendo che non è il trattamento lungo ma sono i denti che hanno il loro tempo di permuta; ormai il parere del conoscente o l’articolo in internet valgono più di lustri di esperienza e studi; Insisto nella mia posizione di ortodontista “funzionale” anche se mi è capitato di perdere un paziente solo perché il logopedista dice di non aver mai visto l’apparecchio che si sta usando su quel bambino o perché in classe gli altri non ce l’hanno uguale.

dite la vostra

Battuta d’arresto

Ahimè blog e Dento stanno soffrendo (come il loro papà) i lavori di ristrutturazione della casa e si sentono messi da parte. Nonostante questo con Sandro abbiamo piazzato un colpo di coda giovedì scorso come potrete vedere dalla sezione updates.  Il tutto ha meritato una cena domenica sera alla birreria belga “Le vent du nord”, non male, consigliabile.

L’ultimo lavoro svolto con Sandro è il primo che non faccio per me (tutto ciò che trovate in Dento c’è perché lo usiamo in studio) ma per i giovani odontoiatri che rientrano nel regime dei minimi.

Attenzione ad aggiornare a OS 10.9.3, FileMaker accusa chiusure inaspettate, io l’ho fatto su di una macchina ed ho dovuto eseguire un lento (e costoso) downgrade a 10.9.2 eseguito dal bravissimo Stefanino (Stefano Innocenti di Juice) che da sempre cura la nostra rete ed i nostri Mac.

Chi meno spende……..

“chi meno spende più spende” dicevano i nostri nonni, e mille altri detti fino a: “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. La saggezza popolare ha un suo senso, secoli di conferme ne hanno convalidato il valore ma spesso i giovani non ne tengono conto.

Arriviamo al dunque, paziente nuova, giovane, con faccia gonfia e molare con granuloma, facciamo rx che evidenzia non uno ma ben due strumenti rotti all’interno; ne scaturisce un preventivo corposo anche per il solo ritrattamento: 600 euro circa, specifichiamo che, comunque, non è sicuro che si riescano a rimuovere gli strumenti.

Come d’abitudine mandiamo l’SMS il giorno prima e riceviamo una telefonata: “per fortuna che avete mandato il messaggio, mi stavo dimenticando di avvisarvi che ho preso appuntamento dal mio vecchio dentista che per fare la stessa cosa mi fa spendere la metà della metà!”.

Come si può tornare per fare un ritrattamento da quello che ti ha rotto dentro due strumenti? Magari per la metà della metà ha una bella pinza pronta!

Davanti a simili geni perché sprechiamo il tempo a parlare di marketing, di qualità, corsi di aggiornamento e altre cavolate, pinza, impianto e corona, magari allo stesso prezzo di ritrattamento e otturazione e viaaaaa….

straccio

Quanto vale il passa parola?

Scrivo questo post perché ho ricercato in Dento quanti nuovi pazienti ho ricevuto da inizio anno ed ho voluto capire quale fosse la loro provenienza; quello che scrivo, è applicabile ad uno studio medio/piccolo situato in una città. Il passaparola è stato indicato da tutti come la fonte principale di reclutamento pazienti prima dell’introduzione del decreto Bersani, da quel momento vengono proposte alternative, sono valide? Un piccolo studio con un fatturato da 200.000 a 500.000 euro che possibilità ha di reclutare i pazienti al di là del passaparola? Non ho una risposta univoca ma dal 7 Gennaio al 9 Maggio abbiamo visto 59 nuovi pazienti dei quali 6 arrivano da internet, una percentuale non trascurabile! E prima? 3 in tutto il 2013, 2 nel 2012 e 1 nel 2010 (nessuno nel 2011). I numeri sono piccoli, potrebbero non essere significativi ma potrebbero invece indicare che non possiamo più permetterci di trascurare questa provenienza.

1) registrare nel database il referente, anche solo per ringraziarlo ma soprattutto per analizzare le provenienze.

2) un sito internet costa poco, fatelo ma spendete un pochino per indicizzarlo e curate il vostro posizionamento e visibilità sul web.

3) non solo internet, una news letter verso i nostri pazienti può rafforzare il loro legame al nostro studio.

Concludendo il passaparola è insostituibile, possiamo stimare il suo valore tra l’80 e il 90% ma non possiamo permetterci di trascurare le altre forme.

 

« Articoli meno recenti Articoli più recenti »