Giovani odontoiatri e informatizzazione dello studio: Il migliore gestionale per l'odontoiatra

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Filmato “spiegone”

Devo ammettere di essere molto in difficoltà nel parlare senza impaperarmi e si poteva far meglio ma il tempo è scarso e lo lascio così.

Aggiungo una schermata che rende meglio le possibilità date dall’aver modificato l’anagrafica:

Questo paziente affezionato negli anni è venuto 51 volte, ha fatto 17 piani di lavoro e ha speso da me un bel po’ di soldi, poter controllare questo aspetto dei nostri pazienti da remoto con un iPad è interessante, questa nuova anagrafica mi mette veramente nella condizione di poter dire di conoscere meglio i miei pazienti e di aver sotto controllo aspetti che prima richiedevano molti più giri di schermate per essere controllati e inevitabilmente qualcosa sfuggiva.

Spero per il corso di finire anche la scheda ortodontica anch’essa in una sola schermata invece che 5, notevole!

Germano

E se fosse una valvola cardiaca?

Sui tram e metrò  di Milano campeggia la pubblicità di Doctor Dentist: il primo impianto te lo regaliamo noi!, solo un euro per il primo impianto! Fortuna che non si tratta di ortopedici altrimenti potremmo ipotizzare la prima protesi d’anca te la regaliamo noi se fai anche le ginocchia o il tre per due sulle valvole cardiache…… se andiamo avanti così compreremo i pezzi su Amazon e andremo a farceli montare come qualcuno fa con le gomme.

Ora sarebbe il caso che tutto ciò che è sanitario rimanesse una cosa seria, l’odontoiatra o il medico impiegano anni di studi tra laurea tirocini e specializzazioni per imparare a mettere un impianto e non mi sembra il caso che tutto questo sia svilito in questo modo. Ci tengo anche a ricordare che l’impianto DEVE essere considerato l’ultima spiaggia per la sostituzione di un dente dopo che si è provato a curarlo e le cure sono fallite, non è la soluzione di elezione come alcuni con poca coscienza cercano di far credere.

Quando si sceglie un curante, con il passa parola possibilmente, si dovrebbe valutare l’affidabilità della struttura, la capacità clinica ma anche la garanzia in caso di insuccesso, in altre parole le catene che hanno ora un curante ora un altro, che cambiano ragione sociale ogni due anni o i viaggi in Croazia o altrove per farsi “curare”(?) a poco prezzo dovrebbero essere bandite dall’intelligenza del paziente o, almeno, che sia impedita la pubblicità sanitaria per pura decenza.

Germano

Il seguito di professione rubata….

Trasmissione televisiva serale sulla RAI, spot pubblicitario di una delle tante catene dentali.

Bel sito, ben studiato, signorina che muove gli occhi per seguire il “gobbo” del testo dove professa un’indiscussa professionalità, servizi completi, cliniche bellissime, cerca cerca in tutte le sezioni del sito e, accidenti, c’e solo la sezione impianti come sezione clinica, vuoi vedere che è il loro “core business”? Impianti a 399 euro, cavolo io uno Straumann lo pago già 300 euro che impianti saranno? e le altre cure dentali? solo impianti? Siamo ridotti alla stregua degli “Artigiani della qualità” ma accidenti, non devo comprare un divano e se la prima visita più valutazione specialistica è “Tutto senza alcun costo” quanto sarà specialista questo collega che svende la sua professionalità? Sarà almeno un collega?

Per capire se un divano è in truciolare basta alzare il rivestimento e per le cure dentali?

Germano

La professione rubata

La professione rubata

Noi siamo i dentisti, medici o odontoiatri, noi abbiamo la competenza, noi siamo i professionisti, noi decidiamo le terapie nell’esclusivo interesse del Paziente….. ma è ancora così? La nostra è ancora “libera professione”? Soprattutto è ancora nostra la professione?

Come può essere libera una professione dove le tariffe ci vengono imposte ad esclusiva convenienza delle convenzioni o dove le terapie nelle catene odontoiatriche viene decisa da un commerciale?

Se una devitalizzazione di un dente, con ricostruzione, provvisorio e corona per la convenzione vale 800 euro e impegna lo studio per 5 ore mentre un’estrazione con impianto e corona vale 1.600 euro e impegna lo studio per 3 ore, quale pensate sarà la terapia proposta in un centro dentale convenzionato dove il proprietario è un investitore?

Queste realtà noi professionisti le conosciamo bene, facciamole conoscere anche alla popolazione che è vittima delle convenzioni e delle catene dentali, alle spalle delle quali si celano fondi di investimento, non sono realtà etiche, non fanno beneficenza, se si permettono investimenti pubblicitari questi devono avere un rientro e lo dovranno pagare i pazienti.

Germano Usoni

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